Bruno Scapini e il «Comitato Italia Neutrale» hanno lanciato un’iniziativa legislativa volta a ridefinire l’Italia come Stato neutrale e a sancire espressamente la neutralità nella Costituzione italiana, fissando al contempo dei limiti costituzionali al trasferimento di competenze statali a organizzazioni internazionali.

Egli spiega come la NATO e l’Unione Europea limitino la libertà decisionale dell’Italia in materia di politica estera, aumentando così il rischio di essere trascinata in conflitti internazionali. Come esempi cita le guerre contro la Serbia, in Iraq e in Libia, nonché il sostegno italiano all’Ucraina.

Scapini collega questa dipendenza in materia di politica estera ai problemi economici e sociali dell’Italia. Critica il progressivo indebolimento economico, la disuguaglianza sociale, la povertà, l’emigrazione dei giovani lavoratori qualificati e la perdita di fiducia nelle istituzioni statali, causata da fattori interni. Considera inoltre la crescente militarizzazione dell’Europa e l’aumento delle spese per gli armamenti come un onere per settori pubblici quali la sanità, l’istruzione e la ricerca.

Come alternativa, propone una politica di neutralità attiva. L’Italia dovrebbe concentrarsi maggiormente sulla mediazione di pace, sulla prevenzione diplomatica dei conflitti e sul proprio ruolo storico nell’area del Mediterraneo. La neutralità non significa debolezza o isolamento, ma autonomia politica, coesistenza pacifica e la possibilità di allentare le tensioni internazionali.

Scapini sottolinea infine che la neutralità dovrebbe essere per l’Italia un obiettivo nazionale a lungo termine e un valore fondamentale per rafforzare la propria sovranità e proteggere le future generazioni dai rischi di guerra.

I cittadini sono invitati a sostenere l’iniziativa legislativa con la propria firma: fino al 24 ottobre 2026 in tutti i comuni; fino al 10 novembre 2026 solo in formato digitale. Nei prossimi giorni saranno pubblicati qui una registrazione audio e una trascrizione.

 

 

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